DEGUSTAZIONE COMPARATIVA
La chiusura che definisce il vino
Progetto Senza filtri
Aprile 2026
Senza filtri è un progetto di J·VIGAS nato da un’idea precisa: aprire una conversazione sull’influenza della chiusura sull’evoluzione del vino.
Il progetto prende forma attraverso incontri e degustazioni comparative con enologi e professionisti del settore. Vengono messi a confronto vini nei quali l’unica variabile a cambiare è la chiusura, per osservare cosa accade quando il vino ha avuto il tempo di evolvere.
Negli ultimi mesi, Senza filtri è arrivato in diverse regioni vitivinicole, con incontri in Catalogna, Rioja, Borgogna e Ribera del Duero, sempre in piccoli gruppi di professionisti.
Non si tratta di partire da una conclusione, ma di mettere il vino nel bicchiere e lasciare che sia l’esperienza ad aprire la conversazione.
La metodologia ha previsto il confronto tra diverse bottiglie dello stesso vino — stessa base, stessa elaborazione e stesso periodo di affinamento — modificando esclusivamente il tipo di chiusura: tappo naturale e tecnico. Le prove sono state effettuate in diversi momenti dopo l’imbottigliamento: tre mesi, sei mesi e un anno.
Come spiega Raúl Vigas: «Quando si isola il fattore chiusura e si mantengono costanti tutte le altre variabili, l’impatto sull’evoluzione del vino diventa straordinariamente evidente. Si tratta di sfumature che spesso non emergono nel breve periodo, ma che si manifestano con chiarezza quando il vino inizia a svilupparsi in bottiglia».
Durante le sessioni, gli enologi partecipanti hanno potuto osservare come i campioni chiusi con tappo naturale presentassero un’evoluzione più complessa e armoniosa nel bicchiere, con maggiore profondità aromatica e una sensazione di sviluppo progressivo. Al contrario, nelle bottiglie chiuse con tappo tecnico, il profilo risultava più lineare, tecnicamente corretto, ma con un’espressione sensoriale più contenuta.
Inoltre, con l’aumentare del tempo di permanenza in bottiglia, questa differenza diventava sempre più evidente.
Al di là dei risultati organolettici, sottolineiamo il valore di queste degustazioni come strumento di osservazione e apprendimento per le cantine. «L’aspetto più interessante non è stata solo la differenza nel bicchiere, ma la reazione dei partecipanti: il silenzio iniziale, la sorpresa e la riflessione immediata su come piccole decisioni all’origine possano influenzare profondamente il risultato finale del vino», osserva Vigas.
In una prospettiva più ampia, Raquel de Nadal, direttrice Sostenibilità e Innovazione, evidenzia come questo tipo di analisi sia strettamente legato a una filosofia di miglioramento continuo: «Innovare non significa sempre introdurre nuovi processi o tecnologie complesse; a volte significa fermarsi a osservare con maggiore profondità elementi che sono sempre stati presenti e comprenderne meglio l’impatto reale sul prodotto finale».
Per questo motivo, abbiamo iniziato a realizzare studi sui vini dei clienti, consapevoli dell’importanza che la scelta del tappo può avere sulla loro evoluzione, e siamo disponibili a collaborare con qualsiasi cantina interessata a svolgere queste comparazioni sui propri vini.
Queste esperienze rafforzano un’idea sempre più diffusa tra produttori e tecnici: il vino non si definisce esclusivamente in cantina, ma continua a evolversi silenziosamente in bottiglia, dove la chiusura agisce come un fattore determinante del suo sviluppo.
In uno scenario in cui l’eccellenza si costruisce sempre più sul dettaglio, lo studio del comportamento del tappo smette di essere un aspetto accessorio per diventare una variabile strategica della qualità finale del vino.